giovedì 29 luglio 2010

QUANDO SI DICE CHE UNA DONNA HA LO SPIRITO DELLA "CROCEROSSINA"

Mozart era veramente un personaggio estroso e pieno di talento e credo che ciò fosse chiaro a tutti coloro che lo conoscevano sia come persona che come musicista. E non ha potuto non dimostrarlo anche in una delle sue più celebri opere, Il Don Giovanni. Uno dei personaggi a cui il compositore ha voluto far il dono di essere il più incoerente, inverosimile e talmente buono da stuccare è quello di Donna Elvira, amante umiliata e tradita di Don Giovanni. Ella, dopo essersi innamorata di lui, viene abbandonata e così, furente e ferita nell’orgoglio ma soprattutto nell’animo, decide di perseguitarlo per smascherare la sua natura di traditore e bugiardo di fronte a tutti. Essa vive in modo drammatico il tradimento e il fatto di essere stata lasciata e tradita le fa perdere il senno e il controllo di se stessa, si erge a “paladina della giustizia” in difesa di tutte le vittime del Dissoluto. Inizialmente si mostra come una donna forte e determinata nel voler a tutti i costi vendicarsi del torto subito tanto da definirla un “angelo sterminatore” (L. Verdone). Quello che invece essa incarnava per Mozart era una forma terrestre del principio dell’Agape ossia una forma di amore fraterno e disinteressato che di fatti la condurrà nel finale a mutare completamente il suo comportamento trasformando la sua rabbia verso il Dissoluto in un sentimento di pietà e compassione. Mozart ha conferito ad una donna, cosa non ordinaria per l’epoca, la qualità di redentrice, perché credeva nella perfettibilità umana e anche se Elvira non raggiunge concretamente il suo scopo, nell’ultima parte del dramma, si fa rappresentante umana del Diritto naturale, in contrasto con l’azione della Giustizia Divina che invece è rappresentata dal Commendatore. Quello di Donna Elvira è di fatti l’unico personaggio che subisce un profondo cambiamento perché è la sola ad aver fatto della compassione un principio attivo e personale ed è animata da un sentimento che la spinge a proteggere gli altri da azioni che li potrebbero condannare all’eterna dannazione. Ma quale donna tradita ed abbandonata spererebbe nella redenzione e nella salvezza per l’uomo che l’ha ferita? Per questo, tale personaggio appare fasullo e molto costruito, da donna forte come pareva inizialmente Elvira diventa debole, una donna senza carattere che si fa calpestare da un uomo che non l’ama e non l’amerà mai, una donna senza un minimo di orgoglio e amor proprio che dopo aver subito una beffa del genere continua imperterrita a perseguitare Don Giovanni in giro per il mondo, non proprio un comportamento da donna di classe.


Elvira, interpretata dal soprano Debora Beronesi, una donna da una forte personalità, carismatica, sicura di sé che possiede ben pochi tratti in comuni con il personaggio che va a cantare, viene definita da essa la classica donna dallo spirito della crocerossina. Per la Beronesi essa incarna quella capacità tutta femminile di dedicarsi all’amore in modo incondizionato, una donna che fino alla fine fa di tutto per “salvare” l’uomo amato dai suoi sbagli e di cambiare il suo essere. Essa dice del suo personaggio < Il carattere di Elvira è stato a mio parere molto estremizzato se pensiamo anche all’epoca in cui è stata composta l’opera. Capisco però il suo comportamento perché in noi donne esiste lo spirito della crocerossina ma personalmente non mi comporterei mai come il mio personaggio, una vera signora non correrebbe mai dietro all’uomo che l’ha abbandonata >.

Credo che a questo punto sia giusto rivolgermi a voi, Donne. Non sappiamo che cosa avesse in mente Mozart quando un giorno svegliandosi decise di dare vita a Donna Elvira. Posso solo dire che grazie alla sua Opera ho potuto vedere che cosa è capace di fare una donna per amore ma anche a quali livelli si può abbassare. Le donne che ci hanno preceduto nella storia hanno lottato per noi, per il nostro futuro, per farci capire che non dobbiamo essere per forza delle mogli e delle mamme per essere realizzate e orgogliose di noi stesse e soprattutto, cosa più fondamentale, che non ci serve di certo un uomo per essere ciò che vogliamo. Quindi a tutte le Elvire in ascolto, credete in voi stesse e se il vostro lui vi sfugge di mano non perdete tempo a rincorrerlo, non sa quello che si perde.

Silvia

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