Voci per l'Iran libero' sul palco dell'Aida
Dal giorno della rielezione del presidente ultraconservatore Ahmadinejad, il popolo iraniano continua a scendere in piazza per denunciare i brogli elettorali e chiedere l'immediato rilascio dei prigionieri politici, nonostante la violenta repressione da parte delle forze di polizia e delle squadre paramilitari dei Basiji.
A sfidare il regime chiedendo nuove elezioni libere e democrazia sono in particolare i giovani studenti iraniani, e sono numerosi come lo erano dieci anni fa durante la rivolta studentesca.
Le medesime richieste arrivano anche dall'Associazione degli Studenti Iraniani a Firenze, dal Comitato per la Democrazia in Iran, entrambi molto attivi sul territorio fiorentino, e dal Comune di Firenze che, con una 'risoluzione sulla solidarietà con la lotta democratica del popolo iraniano' proposta dalla Commissione di pace, solidarietà e relazioni internazionali, si impegna “in tutti gli ambiti e nelle forme possibili, per il sostegno alla lotta e al rispetto dei diritti umani dei militanti democratici e del popolo iraniano”.
Un impegno che è stato nuovamente concretizzato il 21 luglio 2009 con la decisione di illuminare di verde la statua del David e il piazzale Michelangelo dalle ore 21 fino a tarda notte. L'iniziativa si inserisce nell'ambito di 'Voices for Iran' organizzata dal Comitato per la Democrazia in Iran in collaborazione con Multipromo/OperaFestival e con il patrocinio del Comune di Firenze.
OperaFestival ha scelto di dare rilievo a questa iniziativa riservando agli studenti iraniani uno spazio all'interno del Giardino di Boboli in occasione dell'ultima rappresentazione dell'Aida, i quali all'ingresso del teatro erano impegnati a distribuire nastri verdi, ormai colore simbolico della lotta per la democrazia in Iran.
Prima dell'inizio dell'Aida è stato srotolato sopra il palco un telo verde di otto metri e un rappresentante degli studenti iraniani, Nima, ha tenuto un discorso rivolgendosi ad una platea colma di spettatori.
Nima ha rinnovato la richiesta di appoggio al popolo iraniano che si sta battendo per la democrazia, rivolgendosi a chi in passato ha conosciuto l'oppressione e ha dovuto lottare per ottenere la libertà, e precisando che non è stato Mussavi a portare la gente in piazza ma al contrario il popolo che lo ha costretto a schierarsi contro il regime di Teheran . Ha inoltre ricordato che ciò che sta accadendo in Iran non è solo un problema del popolo iraniano ma riguarda tutta la comunità internazionale, la quale deve prendere delle misure concrete di fronte all'efferata repressione in atto.
Con queste significative parole conclude una delle “voci per l'Iran libero” che lascia una testimonianza fondamentale al pubblico presente, e il palco ad altre straordinarie voci.
Sara Giosa
